Il report dell’Osservatorio sulle comunicazioni 1/2026 di AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, chiude la sua panoramica su tutto il 2025 e ci permette di osservare l’andamento delle comunicazioni elettroniche nel nostro Paese nell’intero ultimo anno e fino a quattro anni fa.
Il report è uno strumento importante per superare le impressioni e guardare i dati reali su come va internet in Italia, sia sulla rete fissa sia su quella mobile. I dati relativi al 2025 raccontano una rete in evoluzione rapida, più di quanto forse si possa percepire, sia nella distribuzione delle tecnologie di connessione, sia nelle abitudini di uso.
Rete fissa: accessi complessivi e tecnologie
Per quanto riguarda la rete fissa, il totale di linee attive in Italia resta sostanzialmente stabile con 20,53 milioni di linee a dicembre 2025 (20,19 a dicembre 2021). Il dato interessante è la composizione interna che racconta come l’Italia si connette a internet.

Negli ultimi quattro anni:
- il rame passa dal 27,1% di dicembre 2021 all’11% di dicembre 2025: nell’ultimo anno gli accessi DSL sono diminuiti del 3%
- le linee FWA crescono dall’8,9% al 13,1%, un aumento contenuto ma costante
- le linee FTTC restano le più diffuse, ma sono in calo: dal 50,3% al 40,5%, con il 4% in meno nel solo ultimo anno
- le linee FTTH 100% fibra mostrano la crescita più evidente, dal 13,6% al 34,1%, con un aumento di 5,6 punti nel solo ultimo anno.
Il dato più significativo di questo report riguarda quindi proprio il rapporto tra FTTC e FTTH. Le FTTC miste fibra-rame sono ancora la tecnologia più diffusa, ma il divario con le FTTH si sta riducendo con rapidità: a dicembre 2024 la distanza era di quasi 16 punti percentuali, a dicembre 2025 è poco più di 6, quindi più che dimezzata. Varrà la pena osservare se il trend si confermerà e quando avverrà il sorpasso delle FTTH.
Quanto alla velocità di connessione, le linee pari o superiori a 100 Mbit/s sono salite all’83,9% (61,7% nel 2021), mentre quelle uguali o superiori a 1 Giga sono il 35,9% (12,6% nel 2021): in quattro anni, un cambiamento più che significativo.
Sono numeri che raccontano una rete italiana che sta cambiando rapidamente e concretamente, migliorandosi.
Quote di mercato: gli operatori “altri” continuano a crescere
Le quote di mercato evidenziano come sempre le quote maggioritarie dei grandi operatori.

Ma il dato che osserviamo con più interesse è quello degli operatori “altri” come categoria nella quale rientriamo anche noi, che raggiungono il 9,8% del mercato crescendo di 1,3 punti percentuali nell’ultimo anno: un segnale positivo che conferma la sempre maggiore attenzione agli operatori alternativi nella scelta del fornitore di connettività.
Rete mobile: SIM Human ma anche Machine-to-Machine
Sulla rete mobile, a dicembre 2025 le SIM attive (human e M2M) sono 110,3 milioni. Le SIM human voce e dati sono 78,9 milioni. Le SIM M2M, dedicate allo scambio dati tra dispositivi, sono 31,4 milioni e anche quelle in maggiore aumento (+3,1% su base annua), a conferma della crescita dell’IoT anche in Italia.

È interessante anche la distribuzione tra SIM residenziali e SIM affari. Le SIM residenziali, per uso privato, restano quelle più diffuse (85,4%): le SIM affari, invece, continuano a crescere e arrivano al 14,6% del totale (656mila linee in più nell’ultimo anno), dato che riflette un uso sempre più diffuso della connettività mobile in ambito professionale, con scelte orientate proprio verso proposte pensate per questo pubblico specifico.
Il traffico dati: quanto usiamo internet ogni giorno?
Un dato che ci interessa sempre perché mostra bene quanto internet sia diventato parte della nostra vita quotidiana è il consumo dati.
Su rete fissa, il traffico medio giornaliero per linea broadband è di 10,34 GB nel 2025, con una crescita del 50,3% rispetto al 2021: in quattro anni, è aumentato della metà.

Sulla rete mobile la crescita è ancora più marcata: il consumo medio giornaliero per SIM Human ha raggiunto 1,02 GB, con un aumento del 115,9% rispetto al 2021, quindi più che raddoppiato.

I numeri dell’osservatorio confermano una volta di più che la richiesta di linee performanti continua a crescere: un’evoluzione necessaria e concreta della rete italiana che segue abitudini e necessità di vita e di lavoro che contano sempre di più su connessioni stabili e veloci.


