La fibra FTTH c’è (ma non tutti la usano): cosa racconta la Relazione annuale AGCOM 2026

A luglio 2026 AGCOM, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha pubblicato la sua Relazione annuale: possiamo considerarla la fotografia che racconta lo stato delle comunicazioni in Italia, con dati aggiornati al 31 dicembre 2025.

Sul blog seguiamo con regolarità l’Osservatorio trimestrale sulle comunicazioni di AGCOM, e con la relazione annuale abbiamo un tassello in più, uno sguardo più ampio: un anno intero di evoluzione delle reti e delle abitudini di chi usa internet.

In questo post ci concentriamo sulla parte che ci riguarda più da vicino e che riguarda soprattutto chi usa internet: osserviamo la diffusione di internet in Italia attraverso dati che raccontano quanto è diffusa la fibra FTTH, cioè la fibra pura; dove la copertura sta crescendo; perché non tutte le persone che potrebbero attivarla lo fanno; come sono messe le piccole e medie imprese.

Quanto è diffusa la fibra FTTH in Italia?

Il dato da cui partire è quello relativo alla copertura, ed è un buon dato: al 31 dicembre 2025, la fibra FTTH raggiunge il 77,6% delle famiglie italiane, quasi 7 punti percentuali in più rispetto al 2024. Un aumento che AGCOM descrive come “sostenuto” dal 2019 in avanti.

E internet si usa parecchio: il consumo medio di una linea fissa è passato da circa 51 Giga al mese nel 2015 a oltre 314 Giga al mese nel 2025, un aumento del 516% in dieci anni. Streaming, smart working, gioco online, domotica oggi fanno parte della quotidianità di molte famiglie e la loro diffusione contribuisce a spiegare questo aumento così cospicuo dei consumi.

Crescono anche le velocità: tra le linee da 100 Mega in su, quasi una su tre (32,35) viaggia ad almeno 1 Giga o a velocità superiori, con un +25,5% rispetto al 2024.

Aree bianche, grigie e nere: cosa sta cambiando?

Se le espressioni “aree bianche, grigie e nere” ti suonano nuove, ecco una breve definizione: le aree nere sono quelle più appetibili per gli operatori di rete, le bianche (e subito dopo le grigie), quelle dove il mercato da solo non arriva e serve l’intervento pubblico. Per approfondire, puoi leggere il nostro post “Connessioni a internet in Italia: la banda ultralarga, le Aree Bianche, Grigie e Nere e perché è utile conoscerle”.

Ne parliamo perché un dato interessante della relazione di AGCOM è legato proprio a questa suddivisione: nel corso degli ultimi anni, due terzi della crescita della copertura FTTH arriva dalle aree grigie e bianche, cioè da quelle oggetto di intervento pubblico, anche grazie ai fondi del PNRR. La fibra, insomma, sta arrivando anche nei territori che per anni sono rimasti indietro rispetto a quelli delle aree nere, che invece rispondono alle dinamiche di mercato.

La relazioni soddisfa anche la curiosità di sapere quali sono le regioni più cablate d’Italia: prima è la Sicilia (89%), seguita da Trentino-Alto Adige (87%) e Molise (86%); le meno servite sono Valle d’Aosta (59%), Calabria (65%) e Liguria (66%), dove pesano anche le caratteristiche del territorio.

La differenza tra copertura e attivazione effettiva di linee FTTH: perché tante famiglie non scelgono una connessione più veloce?

C’è un dato che AGCOM sottolinea nella sua relazione: molte famiglie hanno già una connessione che percepiscono come adeguata ai propri bisogni, per esempio una FTTC (linea mista rame-fibra). In sostanza, se lo streaming e il gioco online funzionano, lo smart working procede e la casa è connessa, non si avverte la necessità di cambiare.

A scoraggiare ulteriormente il passaggio, aggiunge AGCOM, sono anche gli switching cost, i costi di transazione, che sono sia economici, sia legati al passaggio e all’installazione della nuova linea.

È un fenomeno che conosciamo bene: il passaggio da FTTC a FTTH è una delle cose di cui ci occupiamo ogni giorno. Adesso però abbiamo tolto il costo economico del passaggio: se sei già con noi con una linea FTTC, quando la fibra FTTH raggiunge il tuo indirizzo puoi passare alla nuova tecnologia gratuitamente.

E le imprese? La copertura FTTH delle PMI

La Relazione dedica un approfondimento anche alle piccole e medie imprese (PMI). La fibra FTTH raggiunge il 66% delle PMI italiane, un valore più basso rispetto a quello delle famiglie (77,6%), dovuto in parte alla localizzazione di molte imprese che sorgono in aree periferiche o industriali, dove le infrastrutture di rete sono meno sviluppate.

Guardando ai settori, in cima c’è quello dei servizi finanziari, ICT e professionali (78%), non a caso rappresentato da attività concentrate nei centri urbani, dove internet di norma c’è. Seguono commercio, alloggio e ristorazione (69%), logistica e servizi pubblici (69%) e costruzioni (67%). In fondo alla classifica, manifattura (58%) e agricoltura (53%): un ritardo che pesa, soprattutto per il settore manifatturiero vista la sua importanza per l’economia italiana per numero di imprese, valore della produzione e livello di occupazione.

La fibra c’è: e la tua zona è coperta?

Osservando la Relazione annuale 2026, è evidente che la rete in fibra FTTH sta crescendo in tutta Italia, anche nei territori più difficili da raggiungere, anche se le attivazioni seguono con più calma.

In pratica, significa anche che la fibra potrebbe essere già arrivata anche al tuo indirizzo (magari senza che tu lo sappia) o che stia per arrivarci, e per fortuna scoprirlo è questione di secondi: fai una verifica di copertura sul nostro sito e vedi quali tecnologie e velocità sono disponibili a casa tua o per la tua attività.

E ricorda che se ci hai già scelti e hai una linea FTTC come FIBRA 100 Mega o FIBRA 200 Mega e al tuo indirizzo è arrivata la FIBRA FTTH da 1 Giga a 2,5 Giga, puoi passare a una linea più veloce e stabile gratis: ti basta farcelo sapere con una mail o una telefonata.